Riccardo Notarbartolo di Villarosa



Muro a secco Cosa c’entra il muro a secco in questo sito? C’entra perché per me è la massima forma di intrattenimento superiore persino a spaccare la legna e ordinarla in cataste.
A tutti quelli che incontro chiedo: “Vi serve un muro a secco?” e mi guardano con l’aria un po’ sospettosa. Per giustificare questa mania tiro fuori la frase “Per me è una forma di meditazione dinamica”. In realtà mi diverto. Costruire muri a secco è una sorta di puzzle tridimensionale in cui bisogna sistemare le pietre a incastro. Devono stare su da sole senza malta né cemento. I muri a secco hanno il vantaggio di lasciar passare l’acqua e di essere antisismici. I terremoti li frullano un po’ e le pietre per un momento si credono fagiani, ma poi tornano al loro posto.
E’ un sistema per conoscere i sassi. Ogni pietra ha la sua personalità. Ci sono quelle timide, quelle coraggiose, quelle pigre, quelle tutte in ordine e quelle che sono un casino. Ci sono anche le pietre puttane che stanno lì a guardarti e a farsi tirare su. Tu provi ad azzeccargli un incastro ma non vanno d’accordo con le altre perché sono delle svergognate. Allora tu le sbatti per terra salvo ritirarle su dopo dieci minuti perché ti sembra che finalmente possano incastrarsi, ma non c’è verso e le devi sbattere di nuovo per terra. L’unico sistema per levarsele di torno è quello di dargli un paio di carezze bene assestate con la mazza.
Io di muri a secco ne ho fatti tanti. Spero che qualche proprietario terriero con muri a secco di recinzione o di sostegno di terrazze da costruire o da riparare mi convochi dopo aver letto quanto sopra.


Recentemente ho avuto l’opportunità di cimentarmi nella costruzione di oggetti con la tecnica del muro a secco. Si tratta di un barbecue e di una sorta di tempio che ho nominato Nuraghe Neanderthal.
Il barbecue ha richiesto diversi viaggi con la motocarriola per raccogliere le pietre necessarie. In pratica si è trattato di una base su cui appoggiare lastra di ferro e griglia. Il risultato lo si può vedere nella foto ( Sopra, sotto, a fianco).
Incoraggiato dal risultatati ho convinto due miei amici a lasciarsi costruire un BBQ di fantasia . Si chiama Nuraghe perché incorpora una torretta e Neanderthal perché come i precursori dell’Homo Sapiens è rozzo ma gentile. Sulla torretta ho “piantato “ un paralume di ferro arrugginito a forma ogivale. Potrebbe essere un segnale di atterraggio di astronavi. Per costruirlo sono state necessarie quattro tonnellate di Pietra di Lucerna che è quella maggiormente usata nella zona di Casale Monferrato dove nel 2010 ho completato questo lavoro.

riccardo_notarbartolo@yahoo.it